HEGEL IN VIAGGIO DA ATENE A BERLINO

di Fulvio Antonio Iannaco

Con una prosa più vicina alla narrazione che all’analisi argomentativa, Iannaco ci mostra Hegel, poco più che ventenne, alle prese con una particolare condizione patologica che egli stesso denominò ‘crisi di ipocondria’, indagando il peso determinante che questa ebbe nella genesi del suo metodo razionale della negazione. Dalle pagine dell’autore emerge Hegel nei suoi rapporti più complessi e profondi, l’amicizia con Hölderlin e Schelling negli anni del seminario teologico di Tubinga, le aspirazioni e il sogno di una rinascita della Germania del tempo, la storia d’amore con Nanette Endel e la sua fine, i rapporti familiari conflittuali, con la sorella Christiane e con il figlio illegittimo Ludwig. E sullo sfondo la delusione per la fine della rivoluzione francese. Supportato dal commento a testi hegeliani e dal confronto con la letteratura critica sul filosofo di Jena, Iannaco, sulle orme del giovane Hegel, dimostra come le tappe del suo percorso di vita e di pensiero, ma soprattutto ilmodo in cui visse e superò (aufheben) la ‘crisi di ipocondria’, siano state all’origine dell’intero sistema concettuale hegeliano: la formulazione della negazione e della negazione della negazione quale motore del processo dialettico. Questa lettura, resa possibile dalle scoperte dello psichiatra Massimo Fagioli sulle dinamiche della realtà umana non cosciente, rappresenta un lavoro prezioso nella prospettiva di un nuovo metodo di studio, che provi a riconnettere il mondo delle idee con quello della vita.